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6/5/2006 Catania in festAAAA
Domani alle ore 17.00 alla sede del Calcio Catania si terrà la conferenza stampa di presentazione dell'attesa serata "CATANIA IN FESTA" che si svolgerà sabato 10 giugno alle ore 21 allo Stadio A.Massimino. Saranno presenti il Presidente Nino Pulvirenti, l’A.D. Pietro Lo Monaco, Pippo Baudo e Salvo La Rosa. Già noti i prezzi dei biglietti per assistere all'evento. Prevendita: Biglietto Prato: € 8,50 (compreso diritti di prevendita) Biglietto Tribune: € 5,50 (compreso diritti di prevendita) L’incasso della serata sarà devoluto in beneficenza.
Punti vendita: Ticket's-BoxOffice (Catania) Catania Point Via Umberto 145 – Catania »Orario apertura:dalle 09.00 alle 13.00 – 16.00 alle 20.00 Botteghino Piazza Spedini Stadio A. Massimino da mercoledì Orario apertura:dalle 10.00 alle 13.00- 16.00 alle 19.00 Le Pagelle dei nostri Campioni
LE PAGELLE DI TUTTI I NOSTRI MITICI CAMPIONI ROSSAZZURRI Pantanelli: 8.5. Come 23 anni addietro, il Catania approda nella massima serie capitanato da un estremo difensore. Allora, tra i pali c’era Sorrentino, rimasto per sempre nel cuore dei tifosi rossazzurri; oggi figura Armando Pantanelli. Ed all’estremo difensore nativo di Torino, il paragone con un personaggio storico come Sorrentino, non potrà che inorgoglirlo. Come nell’anno precedente, le sue manone si sono fatte valere in modo significativo, fermando con forza le occasioni offensive dei pericolosi avversari. Ma l’importanza di Armandone si percepisce anche fuori dai novanta minuti regolari: è l’anima di uno spogliatoio che nel corso del tempo si solidifica sempre più, fino a raggiungere quel risultato che oggi tutti conosciamo. Polito: 7. Gioca un solo match nel corso di tutto il campionato (la vittoria corsara a Pescara per 1 a 0), facendosi trovare pronto, nonostante sia consapevole che rubare la maglia da titolare a Panta è un compito più che arduo. Ma, anche in questo caso, i meriti del giocatore vanno oltre. Gli abbracci a fine gara tra l’ex acese e Pantanelli sono il miglior segnale da recepire: lo spirito di squadra è più forte dell’acerrima competizione individuale.
Bianco: 8,5. Bianco va, Bianco rimane. Per un’estate intera, il refrain è stato martellante. Giampaolo lo chiama ad Ascoli ed il centrale, dopo una stagione, quella precedente, di alti e bassi, tentenna. Poi, sceglie. Sceglie di rimanere, sceglie di continuare la sua carriera qui, sotto il vulcano. E fa la scelta giusta. Alla lunga, sarà il difensore più continuo dell’anno, e a dimostrarlo saranno le 35 presenze complessive, 5 in più di Sottil, 6 in più di Cesar. Altro che alti e bassi. Cesar: 8. Rimane a Catania dopo un finale di stagione ad alti livelli, consapevole che, nell’anno che verrà, gli spazi tra gli undici titolari potrebbero diminuire. Si distingue nella prima fase della stagione, in maniera più incisiva quando Marino sceglie di schierare la difesa con 4 uomini, mossa che semplifica il lavoro tattico del brasiliano. Poi, quando Sottil nella seconda parte di stagione ingrana la marcia, si ferma un attimino e si accomoda in panchina, senza alcun tipo di polemiche. Nella fase finale di stagione, un brutto infortunio lo mette ko e lo costringe a saltare appuntamenti importanti. Alla lunga, una pedina preziosissima per il Catania. Gritti: sv. Il giovane difensore nativo di Alzano Lombardo approda a Catania nel corso del mercato di riparazione di gennaio, non riuscendo suo malgrado ad esordire in serie cadetta con la maglia rossazzurra. Coming soon. Marchese: 7.5. Approda a Catania nel corso del mercato di riparazione di gennaio per colmare l’out sinistro di difesa, orfano della partenza di Zavagno. E nel corso delle settimane si comprende subito il motivo per cui il Chievo ha scelto di acquistarlo dal Treviso nella stagione precedente. A soli 21 anni gioca con personalità e coraggio, non disdegnando i cross dal fondo e cercando di partecipare attivamente alla costruzione del gioco. Sabato: 7+. Nella prima fase di stagione, il 3-4-3 disegnato dal tecnico Marino sembra penalizzarlo oltremodo: presidiare l’intera fascia sinistra è, per l’ex cagliaritano, un compito decisamente arduo. Il nuovo 4-3-3 del tecnico marsalese gli consente di ritagliarsi degli spazi, commettendo meno sbavature e facilitando le chiusure difensive. Si contende il ruolo da titolare prima con Zavagno, poi con Marchese; ma in entrambi i casi sceglie di non arrendersi e di complicare oltremodo le scelte di Marino. Silvestri: 8. Dove lo metti sta. L’ex leccese è il terzo giocatore rossazzurro più presente dopo Pantanelli e Spinesi, a pari merito con Baiocco e Mascara. A premiarlo è la sua duttilità, che gli consente di giocare stabilmente prima nel 3-4-3, poi nel 4-3-3, dove si ripropone nel ruolo di terzino destro che, già nel corso della scorsa stagione, aveva interpretato con buoni risultati. Sottil: 8,5. Pronti via, Sottil sembra destinato ad accomodarsi in panca, a vantaggio dei suoi compagni Bianco e Cesar. E, a primo impatto, tale scelta pare essenzialmente corretta: l’ex genoano sembra non dare le garanzie necessarie al tecnico Marino. Poi, le varie squalifiche gli concedono delle possibilità e, in quelle occasioni, Sottil strappa la maglia da titolare, fino a cucirsela sul petto. Da lì in poi, Sottil regala chiusure eccellenti e pochissimi spazi per alcuni dei migliori attaccanti della serie cadetta.
Anastasi: 8. Dopo le buone prestazioni dell’anno precedente, l’incontrista etneo sembra destinato alla panchina sin dalle prime battute. Maurizio aspetta… E spera. Il black out di Mantova e la nuova conseguente rivoluzione tattica gli offrono la possibilità di smentire il tecnico Marino, fino a divenire una pedina preziosissima nello scacchiere tattico rossazzurro. Generosissimo, come risaputo da tempo, non si fa disdegnare talvolta in fase di proposizione. Un brutto infortunio lo costringe a rinunciare al palpitante finale di campionato, che Maurizio continua a seguire accanto alla squadra. Un Gladiatore, in campo e fuori. Baiocco: 10. Vorremo riavere tra le mani chi, ad inizio stagione, contestava l’ex perugino ogni qualvolta commetteva l’errore di troppo. Baiocco, dal canto suo, non ha scelto la linea più semplice: silenzio con la stampa, fatti in campo. Ma che risultati, signori miei! Non esagereremo di certo affermando che le partite più importanti sono passate dai suoi piedi, dai suoi polmoni, dalla sua grinta. In ogni contrasto, in ogni azione il suo zampino è stato letale. L’avevamo già ammirato l’anno precedente qui al Massimino, quando indossava la casacca del Perugia, ed eravamo rimasti impressionati dalle sue qualità. Quest’anno, Baiocco ha avuto modo di confermarsi ogni domenica. E di regalare una promozione che lo ha visto tra gli assoluti protagonisti. Biso: 8,5. Biso e il Catania: due innamorati che il destino infame non ha voluto per lungo tempo unire. Sin dai tempi di Teramo, il nome dello scapigliato centrocampista è stato accostato alla casacca rossazzurra, descrivendo operazioni di mercato che poi nella sostanza non si sono concretizzate. Qualche anno dopo, Mattia lascia le Marche ed Ascoli Piceno ed approda sotto il Vulcano, lasciando la propria impronta sin dall’esordio in quel di Bergamo, bagnato con una rete preziosissima. In campo, Biso detta i tempi della squadra, mettendo ordine in un centrocampo privo, sino a quel momento, di un faro. Ed i risultati saranno ben visibili in ogni occasione, con la piena soddisfazione del tecnico Marino. Brevi: 7,5. Come Sottil, approda a Catania dopo una promozione con il Genoa sfumata soltanto nelle aule dei tribunali. Ezio vive il suo personalissimo duello a distanza con il fratello Oscar, in forza al Toro, terminato, come tutti sappiamo, vittoriosamente. Quando viene chiamato in causa, Brevi risponde con buoni risultati, fornendo delle buone prestazioni in campo sul piano atletico. Caserta: 9. Era arrivato a Catania ad inizio della scorsa stagione in punta di piedi, conscio di un passato nelle serie minori, tra le fila dell’Igea Virtus, che cercava conferme e miglioramenti. La sua consacrazione è cominciata di fatto in questa stagione, con la rivoluzione tattica di Marino all’indomani di Mantova. Trovato uno spiraglio nell’undici titolare, Caserta ha tenuto saldo, fino a conservare la propria maglia da titolare nel corso dell’intero torneo. Cecchino implacabile dalla media e lunga distanza, buona vena realizzativa (5 reti complessive), il centrocampista calabrese ha fatto tutto ciò che può essere chiesto ad un interprete del suo ruolo: contrasto, dribbling, fantasia, corsa, realizzazione. Insomma, un giocatore universale che difficilmente non avrà estimatori nell’estate che verrà. Lucenti: 7. Arriva a Catania nella scorsa estate, su espressa richiesta di Pasquale Marino. Dopo la prima fase del 3-4-3, Lucenti sembra destinato a non rientrare più nei piani tattici futuri, ma il tecnico rossazzurro lo rende un jolly preziosissimo: esterno destro di difesa, interno di centrocampo. Una stagione complessivamente buona per il centrocampista nativo di Ragusa che ha avuto anche il merito e la destrezza di realizzare un grandissimo gol contro il Piacenza, sua ex squadra: un meraviglioso esterno destro che ha trafitto l’estremo difensore biancorosso. Chapeau. Olive: sv. Il suo arrivo a Catania è preceduto dall’infortunio di Anastasi che, a detta dei medici, sarà indisponibile fino al termine della stagione. L’acquisto di Olive risponde alla logica ben precisa di rimpolpare la rosa nel settore del centrocampo. Un solo gettone per il centrocampista pugliese nel corso del torneo.
Dall’Acqua: sv. Le poche apparizioni (sei complessive, tutte a partita in corso) non ci consentono di fornire un quadro complessivo sul possente centravanti arrivato a Catania nel corso del mercato di riparazione. Come i suoi compagni, ha partecipato alla conquista di una promozione che certamente rimarrà scolpita nella sua mente. Del Core: 8. Fedele seguace di Marino, a Foggia e ad Arezzo, approda a Catania con la volontà di riscattarsi dalla deludente stagione in Toscana. L’inizio al bacio, gol della vittoria al Brescia all’esordio in campionato, lo eleva, da lì in poi, a vero e proprio portafortuna rossazzurro. 4 reti pesantissime per lo sgusciante attaccante pugliese: oltre a quella già citata contro le rondinelle, Del Core va a segno contro il Piacenza al Massimino, rete decisiva del 2 a 1 (3 a 1 il finale), ma soprattutto, è il giustiziere principale dell’Albinoleffe, che punisce all’andata ed al ritorno, realizzando le reti decisive del 2 a 2 e del 2 a 1. Una rete, quest’ultima, che lo consegnerà alla storia calcistica rossazzurra. De Zerbi: 8,5. Si presenta agli spettatori dell’Angelo Massimino con una rete da manuale del calcio: punizione mancina decentrata da 20 metri che lascia senza fiato l’estremo difensore del Brescia Agliardi. Come tradizione vuole, nella prima fase del torneo De Zerbi soffre della sindrome da numero 10: alterna straordinarie prestazioni a giornate grigie. Ma, superati alcuni problemi fisici che lo hanno fermato di frequente nei primi tempi, il fantasista bresciano presiederà poi con ottimi risultati la fascia destra, chiudendo la stagione con un buon bottino personale di 7 reti. Per gli avversari poco da fare: quando Robi gioca come sa, è meglio lasciar perdere. Mascara: 10. Tra Peppe e Catania il conto non era ancora chiuso. E lui, originario di questa magnifica terra, lo sapeva bene. Il ritorno in terra etnea era un rischio che valeva la pena correre, pur consapevole che, spesso, nel calcio, i cavalli di ritorno non raccolgono i risultati ottenuti un tempo addietro. Nulla di più vero, perché Mascara, quei risultati, li ha centuplicati. Perché Mascara si è dimostrato un cavallo di razza e in pochissimi qui a Catania ricorderanno giocatori migliori di Topolinik. Le 14 reti complessive sono solo parte dello strabiliante bottino tecnico-atletico del calatino che, nella prossima stagione, avrà finalmente modo di dimostrare all’Italia intera le sue qualità, calcando i terreni delle squadre più blasonate d’Italia. Con la maglia del Catania indosso. Russo: 8. La gioia di Orazio a fine partita, abbracciato in un orgasmo di gioia dal presidente, vale più di ogni altro commento. Orazio è il cuore pulsante della squadra, il capitano “morale” di un gruppo che ha portato in alto i colori rossazzurri e, non dimentichiamolo, il trascinatore nei momenti che hanno segnato fortemente la stagione: quella straordinaria rete, a tempo scaduto, contro il Vicenza, rimarrà per sempre negli occhi dei tifosi rossazzurri e sarà il segno tangibile di come il cuore e la grinta, uniti alla qualità tecnica, possono fare miracoli unici. Grazie Orazio. Spinesi: 9. 23 reti. Basterebbe fermarsi qui. Perché, sgombriamo il campo da eventuali dubbi, il compito di un centravanti è solo e unicamente quello di far gol. Non importa come, conta solo gonfiare la rete. E Spinesi l’ha fatto 23 volte, contro coloro che non capiscono una beneamata mazza di calcio e al primo errore hanno inveito pesantemente contro di lui. Segno che a volte, da curve e tribune, dovremmo mettere in moto il cervello e utilizzarlo in maniera più diligente. Qualcuno ricorda nella storia recente del Catania un giocatore più prolifico del bomber pisano? Marino: 10. Pasquale Marino, nato a Marsala il 13 luglio del 1962, è il vero artefice di questa straordinaria promozione. Un passato al Catania da calciatore, Marino sceglie di tornare all’ombra del vulcano nelle vesti di tecnico, un tecnico che fa dell’offensivismo e del 3-4-3 il suo credo calcistico. Ma, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il tecnico marsalese è lungi dall’essere ossessionato dalle sue idee. Dalla debacle di Mantova, attua una rivoluzione all’interno della squadra: addio al 3-4-3, spazio ad un 4-3-3 che ha in Caserta ed Anastasi, inizialmente poco visti dal tecnico, le sorprese più gradite. E il Catania, complice la sua umiltà, vola con un calcio piacevole, frizzante, basato su un arrembante possesso palla; un calcio che concilia alla perfezione il binomio spettacolo – risultato, spesso tradito da alcuni suoi maestri (vedi lo stesso Zeman). Come alcuni dei suoi giocatori, risponde alle critiche nel modo migliore: i risultati; quei risultati che fra tanti anni lo ricorderanno come il tecnico che ha regalato la serie A ai colori rossazzurri.
5/30/2006 Il commento della garaLA VITTORIA DELL'ORGOGLIO
A. Solo questa lettera, la prima dell’alfabeto, ci ripaga di vent’anni di sofferenze, umiliazioni, battaglie, incavolature, pianti e pochi sorrisi. Ma adesso è soltanto il momento di gioire, di festeggiare, di metterci tutto alle spalle. Ce lo meritiamo. Ce lo meritiamo. Inutile parlare della partita; inutile parlare del ventitreesimo sigillo del Gabbiano, miglior cannoniere della storia del Catania; inutile parlare del pareggio di tal Nello Russo, panchinaro bergamasco che, per un momento, imitando con movenze feline il miglior Eto’o, ha gelato non solo lo stracolmo “Massimino” dei 24.000, ma anche tutta la Fratellanza Rossazzurra sparsa per il mondo; inutile parlare dell’uomo del destino, quell’Umberto Del Core che sembra avere un conto aperto contro l’Albinoleffe, quell’Umberto Del Core che, siglando una rete di rapina, ha regalato il Sogno a una città intera, inscrivendo a lettere dorate il proprio nome nella nostra Storia. Inutile. Solo la festa conta. Mentre scriviamo ancora per le strade, per le piazze, fra i cortili si "scatena l’inferno”, un inferno dolce, un inferno che trascolora subito nel più soave dei Giardini dell’Eden nei gesti, nelle urla, nella “santa follia” di un popolo che si riversa a fiumi per le vie esclusivamente per un unico Amore, il Catania. E così, ripercorriamo con la mente questi ultimi cinque anni; anni di sofferenze, sì, anni di Giulianova e di Benevento, di Battipagliese e di Castel di Sangro, anni di guerre sanguinose con il Palazzaccio, ma anche anni di gioie quali la promozione in serie B targata Riccardo Gaucci, un tifoso vero; anni, soprattutto rischiarati dall’avvento di un nuovo Presidentissimo, dopo il compianto Angelo Massimino. Nino Pulvirenti ha vinto la sua battaglia. Ripercorriamo questi benedetti anni e ripensiamo a come venivamo presi per pazzi da legare quando predicavamo (è il verbo più giusto da utilizzare) l’amore esclusivo per una sola squadra, il Catania, squadra che meritava molto più spazio di quanto avesse (pochissimo) sui mezzi di informazione, perché ciò che conta non è la categoria di appartenenza (la terza o la Champions League), ma l’importanza intrinseca della città e, appunto, dell’amore che i suoi figli le portano (o le dovrebbero portare). Adesso, in questo momento, la follia festaiola coinvolge chiunque ed è giusto così. È la festa di tutti. Siamo contentissimi che in tanti abbiano riscoperto il Liotru Rossazzurro, siamo contentissimi che adesso, a differenza di poco tempo fa, ci siano tremila trasmissioni dedicate alla nostra squadra: è un clamoroso successo per il nostro movimento, quello del “solocatania”, un evidente sintomo di crescita per il nostro territorio che si riappropria delle proprie radici. Siamo orgogliosissimi, però, di essere stati i primi, i primi predicatori nel deserto, i primi a comprendere. Questo momento lo attendevamo da troppo tempo ed è giusto che anche noi possiamo avere modo di mostrare orgogliosi i nostri galloni, noi che abbiamo sofferto, noi che ci siamo presi gli sberleffi dei “vincenti” in maglie a strisce di vario colore, concittadini che ci chiamavano “perdenti”, concittadini che ci apostrofavano con amenità tipo “a bellu Catania iai ...”. Oggi anche loro hanno avuto il loro momento di gloria, perché allo stadio sono venuti in massa. La speranza è che la “conversione” diventi duratura e passino dalla grande illusione di un calcio patinato e falso alla realtà di un giusto e sacrosanto trasporto verso un team pulito e, soprattutto, espressione della propria terra. Per questo dovremo ancora lottare, rimboccarci le maniche. Dopo cinque anni possiamo dire di essere solo agli inizi, ma la strada è segnata. I ragazzini che oggi hanno affollato Piazza Duomo, Piazza Europa e tutte le strade del centro storico di Catania sono gli stessi che fino a qualche giorno fa magari esultavano per Ibrahimovic o Shevchenko. Il futuro si preannuncia roseo, roseo come quello della società capitanata dal presidente Pulvirenti che ha anticipato di un anno l’approdo in serie A, ponendo le basi per un ciclo di successi duraturo. In serie A Catania c’è e ha tutte le carte in regola per rimanerci e per, finalmente, cominciare a costruire un palmares importante. Dopo la festa, ci sarà da lavorare duro perché il difficile giunge proprio ora, ma possiamo stare tranquilli che il Presidentissimo, come ha già dichiarato, vuole andare oltre, creando, oltre a una struttura tecnica di prim’ordine, anche le strutture materiali necessarie a fare grande il calcio a Catania. Ci riferiamo al Centro Sportivo e al nuovo stadio, pensando comunque nell’immediato a come migliorare il “Massimino” giacché dovremo presentarci in un grande palcoscenico con il trucco rifatto. È importantissimo. Nelle ore susseguenti alla gara, in piena orgia, in piena ubriacatura, quando è scontato che si salga sul carro giusto, promesse importanti sono state proposte dall’Amministrazione, sindaco in testa, in trasmissioni televisive varie. Che si mantengano. Perché vigileremo, giorno dopo giorno. Saremo delle “zecche” ... In un momento come questo (fra poco scenderemo in piazza anche noi ..., in piena notte!), non sarebbe giusto fare pagelle, classifiche di rendimento o affini. Meritano tutti 10 i nostri eroi, 10 per la stagione condotta quasi sempre in testa. Vorremmo, tuttavia, menzionarne sei per motivi particolari: -Andrea Sottil, difensore arcigno, alla sua seconda promozione consecutiva dopo un’onorata carriera da massima serie; il centrale piemontese è entrato in campo di prepotenza, aggiungendo potenza, anticipo e grinta alla difesa etnea. Da quel momento non ce n’è stato più per nessuno ... -Davide Baiocco, la “streghetta”, il nostro “Petrus”, mediano “a tamburo battente”, anima della squadra, grinta a tempesta, esperienza da vendere. La sua corsa ha caratterizzato l’intera stagione rossazzurra. -Fabio Caserta, la nostra autentica Reggia, gioiellino della squadra, quantità e qualità, giudicato fra i migliori centrocampisti della categoria. Rivelazione solo per chi non lo conosceva. -Peppe Mascara, caltagironese d.o.c., Topolinik forever, il vero fuoriclasse della squadra. Reti (14, record personale), assist, rientri in difesa, classe purissima. Fuori concorso per la categoria. -Gionatha Spinesi, il Gabbiano, miglior cannoniere della storia etnea (23 segnature, record personale anche per lui). Un attaccante come la Torre di Pisa la nostra squadra non l’aveva mai avuto. Ragazzo serio, gran lavoratore, uomo di gruppo. Un valore aggiunto. -Pasquale Marino, l’Elefante. Il miglior allenatore degli ultimi 30 anni a Catania. Meticoloso fino al parossismo, lavoratore instancabile, profeta del calcio arioso, offensivo, vero erede di Zeman. Quella rossazzurra, a detta di tutti gli addetti ai lavori, ha mostrato il più bel gioco della categoria. Merito suo, dei suoi schemi, della sua mentalità. È uno dei tecnici emergenti del calcio italiano. Merita la serie A. Merita la già sopravvenuta riconferma. Le splendide coreografie delle curve (eccezionale quella della Nord), il calore dei tifosi allo stadio e dei milioni di fratelli rossazzurri sparsi per il mondo costituiscono il regalo più bello per questi splendidi ragazzi che ci hanno regalato il Sogno, ma, non dimentichiamolo, sono interamente dedicate alla maglia, ai colori, perché questi sono la cosa più importante per i tifosi, ciò che non cambia mai. E sono dedicate anche a chi no c’è più, ai nostri fratelli di sangue Carmelo e Fabio, all’indimenticato Fabrizio, a tutti gli altri fratelli scomparsi durante la gloriosa storia della nostra casacca. Da lassù loro ci hanno guardato e hanno gioito con noi. Perché loro amavano una sola squadra. Come noi. La festa scorra potente anche per loro. Let’s go, Liotru, let’s go!!! © Copyright 2004 by CalcioCatania.com 5/27/2006 Cancelli aperti alle 12:00
Il Calcio CATANIA S.p.A. comunica che, in occasione della gara Catania - AlbinoLeffe in programma domenica prossima alle ore 15.00 al “Cibali - Angelo Massimino”, i cancelli dello stadio saranno aperti alle ore 12.00 ed, alla luce del previsto grande afflusso di persone, auspica che i propri sostenitori giungano per tempo allo stadio, evitando così di accalcarsi ai cancelli d’ingresso nell’imminenza dell’inizio della partita. A tal proposito, si porta a conoscenza degli spettatori che fruiranno del cosiddetto “Settore Ospiti” che il varco di accesso loro consentito sarà posto dalla parte alta di via Cifali, dal lato raggiungibile da Piazza Bonadies. Si rammenta, infine, che, anche in questa stagione sportiva, il Ministero dell’Interno ha diramato alle Questure una disposizione affinché queste ultime abbiano la massima cura al fine di impedire scavalcamenti ed invasioni di campo prima, durante e al termine delle partite delle ultime due giornate di campionato. Pertanto, anche il Catania, come tutte le altre Società professionistiche, è stato invitato ad attuare (e lo sta facendo confidando nella grande attenzione che i propri sostenitori vorranno dare a tale comunicazione ministeriale) ogni dispositivo per evitare che i tifosi possano raggiungere i bordi del terreno di gioco, tanto a gara ancora in corso quanto dopo la conclusione della stessa, e ciò, oltre che per motivi di sicurezza, anche alla luce delle previsioni stabilite nelle norme federali e dei poteri conferiti dalle medesime ai direttori di gara in merito alle valutazioni da applicarsi a fini disciplinari. © Copyright 2004 by CalcioCatania.com 5/25/2006 Venduti gli ultimi biglietti
24/05/06
Venduti tutti i biglietti messi a disposizione a seguito del comunicato dell'Albinoleffe che non richiedeva nessun biglietto per i propri tifosi. I biglietti venduti sono in totale 750, non quindi 1500 come era stato previsto nella giornata di ieri. Infatti la Commissione di vigilanza non ha concesso la disponibilità di tutti i posti, ma di soli 750. © Copyright 2004 by CalcioCatania.com Catania-Albinoleffe su RaiSport
La gara di domenica pomeriggio Catania-Albinoleffe verrà trasmessa in diretta da Raisportsat, come campo principale, con telecronaca di Gianni Cerqueti, nell'ambito del programma "Mix Sport"; proposti collegamenti, come campo secondario, con Torino. © Copyright 2004 by CalcioCatania.com Altri tagliandi per Catania-Albinoleffe
Il Calcio Catania S.p.A. comunica che, a seguito di espressa comunicazione da parte dell’AlbinoLeffe con la quale è stato fatto presente che non verranno tifosi ospiti ad assistere alla gara di domenica, saranno posti in vendita da domani mattina i biglietti dell’intero settore ospiti. © Copyright 2004 by CalcioCatania.com 5/23/2006 Il commento della gara
Lutto cittadino. Lutto cittadino e basta. Speriamo che l’amministrazione comunale prenda atto dell’immane tragedia accaduta e onori la memoria dei caduti almeno con un giorno ufficiale di cordoglio. Non servirà a far tornare indietro il tempo, ma sarà utile a ricordare con grande raccoglimento i due nostri fratelli scomparsi nell’incidente stradale nei pressi di Trebisacce (non dimenticando che altri due sono rimasti feriti). Non avremmo neanche voglia di scrivere il nostro solito editoriale, perché il fattore di giudizio tecnico passa inevitabilmente in secondo piano, malgrado la netta vittoria, ottenuta dall’undici di Marino grazie alla bellissima doppietta di Topolinik Mascara (14 reti al suo attivo, record personale) e all’eurogol di Reggia Caserta (in mezzo la volitiva segnatura del giovane giallorosso Mattioli), metta il Catania (detentore nuovamente del miglior attacco del torneo con 65 reti e del record di vittorie in trasferta in un campionato di B, 9) nelle condizioni di essere arbitro del proprio destino. Battendo, infatti, domenica prossima al “Massimino” (presumibilmente stracolmo) l’Albinoleffe del “cuore Toro” Mondonico (in una partita dai mille contenuti, visto che l’incrocio dei risultati odierni consegna la possibilità ai bergamaschi di raggiungere la matematica salvezza con una vittoria in terra etnea), i rossazzurri (che recupereranno Monte Bianco, ma saranno privi, tuttavia, di Mandrake De Zerbi, oggi ammonito e quindi squalificato in quanto sotto diffida) conseguirebbero la meritata promozione nella massima serie, indipendentemente dal risultato (scontato, diremmo) dell’undici di De Biasi, oggi vittorioso al “Rigamonti” su un Brescia assai scombinato grazie a una rete di Abbruscato, impegnato al “Delle Alpi” contro la già retrocessa Cremonese. Non scriveremmo, non scriveremmo affatto se non avessimo dentro tanta rabbia in corpo da esternare per ciò cui abbiamo assistito nel pomeriggio “pallonaro” (in tutti i sensi) proposto dall’ineffabile tandem Sala-Fascetti all’interno della trasmissione “Mix Sport” su Rai Sport Sat, poi ribadite anche a 90° minuto. È uno dei giorni più infausti della nostra storia calcistica. Di fronte alla morte assurda dei due nostri fratelli nell’incidente automobilistico, fratelli che stavano gioiosamente andando a vedere una partita di calcio fondamentale per la propria squadra, le parole sarebbero insufficienti e, forse, anche superflue. Solo commozione, cordoglio, condivisione del dolore e appoggio infinito alle distrutte famiglie di questi nostri fratelli di sangue così tragicamente colpite da una sofferenza inaudita; solo questo basterebbe. Sarebbe potuto accadere a chiunque di noi rimasto a Catania, considerato che fra gli 8.000 di Lecce quasi ogni nostro concittadino poteva contare su un parente o un amico. In un quadro di dolore così profondo, con una città intera affranta e pronta a non festeggiare in caso di promozione (sarebbe stato sacrosanto non farlo, per rispetto), con gli 8.000 di Lecce scioccati e commoventi nell’osservare 15 minuti di silenzio, con i tifosi del Catanzaro presenti a Lecce correttissimi e solidali, malgrado l’accesa rivalità, a riporre gli striscioni e a mostrare grande rispetto, con i giocatori delle due squadre impegnati nell’inventare letteralmente un “minuto di silenzio” improvvisato quanto sentito, dato che la ristrettezza dei tempi non aveva potuto consentire l’autorizzazione ufficiale della Lega, ebbene, a cosa ci toccava assistere? Alla farsa finale. Nella trasmissione relativa alla B più seguita, vista in Italia e in tutto il mondo grazie al satellite, l’unica a poter dare gli aggiornamenti in tempo reale, l’unica attraverso la quale poter assistere alle eventuali segnature della partita di Lecce, il già ricordato “Mix Sport” su Rai Sport Sat, due commentatori non certo padronissimi del nostro nazionale idioma fin dalle prime battute cominciavano, insensibili, a non tener conto del dolore della gente catanese. Parliamo, naturalmente, solo e unicamente dei due smaccati tifosi torinisti Sala e Fascetti, non certo del correttissimo giornalista, pronto a segnalare il momento di afflizione di tutti i tifosi del Liotru. Le "tappe" dello scempio venivano scandite con certosina cadenza durante tutto il programma. Dopo l’ironico esordio fascettiano “ma perché non giocarla direttamente a Catania questa partita?”, dopo aver totalmente ignorato la tragedia che aveva colpito tutti noi non spendendo una parola in proposito, dopo i ripetuti strali lanciati contro la decisione di giocare Catanzaro-Catania in campo neutro, decisione capace di falsare il campionato come se si passasse dal “Bernabeu” all’oratorio di Gallarate, dopo aver confuso l’Ispettore di Campo con il Prefetto, dopo aver dato giudizi di merito intorno a problematiche delicatissime già sviscerate dalle autorità preposte a prendere le decisioni adeguate, si giungeva all’incredibile scenetta da opera-comique: durante l’intervallo, mentre giustamente il commentatore Rai faceva scorrere le immagini dell’improvvisato minuto di silenzio organizzato dai giocatori, lodandone il comportamento, l’inossidabile Sala, continuando a non proferir alcuna parola di solidarietà verso i nostri fratelli così tragicamente scomparsi, si permetteva di fare del sarcasmo parlando di “licenza poetica” dell’arbitro, vista l’irregolarità dell’operazione, proponendo un’espressione facciale assai infastidita, come se, alla già ferale iattura di dover sopportare una gara giocata dall’avversario diretto del suo Torino non nella tana del temibile Real Catanzaro, detentore di tutte le Champions League, forte di giocatori convocati al mondiale di Germania come Radi e Mancuso, si dovesse aggiungere anche quella mostruosa devianza dalle norme attuata invece solamente per onorare le vittime di un’immane tragedia. Piuttosto che manifestare solidarietà e cordoglio, il commentatore di una rete pubblica, di servizio, si permette di dire e fare certe cose: francamente ci pare troppo! Ci siamo sentiti offesi. D’accordo fare il tifoso, per giunta in una trasmissione “super partes” che dovrebbe disporre di commentatori neutrali e non di ultras sfegatati di una sola squadra, seppur gloriosa come il Torino, ma oltrepassare la misura in maniera talmente smaccata ... Fino a oggi l’avevamo presa con il sorriso sulle labbra, commentando con ironia le “folkloristiche” boutades del “duo”, ma di fronte a quanto accaduto in questo pomeriggio da incubo, mentre un’intera città si trovava con le lacrime agli occhi, non possiamo passarci sopra. Le massime autorità cittadine, Sindaco in testa, dovranno far sentire la propria voce immediatamente, richiedendo l’immediata rimozione dei due commentatori dalla trasmissione, soprattutto in direzione di un decisivo miglioramento in termini di qualità e imparzialità dei giudizi, dato che non trattasi di programma dedicato a una sola squadra, ma a tutto il campionato di serie B. Determinate situazioni ledono irrimediabilmente, a nostro avviso, l’immagine di una emittente serissima come Rai Sport Sat; lo testimoniano, del resto, le tantissime e-mail di protesta giunte da Catania nell’immediato post-partita alla casella di posta della TV di stato. Qualora Rai Sport Sat decidesse di mantenere la “coppia granata” malgrado l’ultimo scempio, per “par condicio” riteniamo che debbano essere invitati due commentatori di parte etnea, almeno per poter rintuzzare certe amenità. E sì, perché non è finita ... I due, evidentemente euforici per la vittoria del Torino, non si sono certamente fatti sfuggire nel finale dichiarazioni francamente fastidiose tendenti a “gasare” l’Albinoleffe di Mondonico, invitato a salvarsi vincendo a Catania, suggellate dal fascettiano capolavoro conclusivo “domenica ci sarà da ridere”. No, non ci sarà da ridere. Catania non ride più; in questo momento piange e non permette che si rida sul suo dolore. Basta. In questa settimana, che si configura come la più intensa degli ultimi vent’anni per Catania, ci stringeremo accanto alle famiglie dei nostri fratelli scomparsi, cercando di aiutarle a lenire un dolore comunque troppo grande. Questa è la cosa più importante. A renderne imperituro il ricordo ci penseranno i nostri ragazzi in maglia rossazzurra, che vinceranno anche e soprattutto per loro, raggiungendo un traguardo meritato, il Sogno cui noi tutti aspiriamo. I nostri fratelli di sangue ci seguiranno da lassù e ci daranno la forza per combattere quest’ultima battaglia sportiva; siamo sicuri che la gioia che proveranno da autentici innamorati della nostra maglia sarà addirittura più grande della nostra. E adesso, silenzio. Le lacrime scorrano fiere. © Copyright 2004 by CalcioCatania.com Incidente sulla stradale di Sibari:Morti 2 catanesiAMARO RISVEGLIO
5/20/2006 Ultimissime sulle formazioni
19/05/06
Al catanzaro i 2.000 posti di tribuna centrale
19/05/06
COMUNICAZIONE FONDAMENTALE (si ringrazia il collega Angelo Scaltriti): I 2.000 biglietti di tribuna centrale non sono più a disposizione del Calcio Catania, ma del Catanzaro e disponibili solo ed esclusivamente nella città calabrese. Importantissimo, i biglietti a disposizione dei rossazzurri in vendita a Catania risulterebbero essere NOMINATIVI. © Copyright 2004 by CalcioCatania.com La carica dei 6.600
19/05/06
Adesso, in 6.600 a Lecce. Ne siamo sicuri, data l’importanza del match e il livello d’attesa, addirittura spasmodico, che si registra in città in questi ultimi giorni. In 6.600 per tre ragioni, che riportiamo in ordine di rilevanza: 1. Sostegno infinito. La tifoseria rossazzurra, oggettivamente, è una delle più “calde” e imponenti d’Italia, sia al “Massimino”, sia (soprattutto) in trasferta, dove sempre corposo è il numero di sostenitori al seguito del Liotru. Proprio in occasione della gara probabilmente più importante degli ultimi vent’anni di storia etnea, sarebbe fondamentale che tale caratteristica innata venga ribadita in maniera eclatante, in modo tale da traslare legittimamente dalla storia alla leggenda. Per gli uomini di Marino, ve lo possiamo garantire avendo il contatto diretto giornaliero con Massannunziata, l’importanza di uno stadio leccese stracolmo di entusiasmo è cruciale. Tutti, da capitan Pantanelli a Renato Olive, attendono di poter affrontare il Catanzaro sostenuti dall’urlo incessante di una debordante massa di coloratissimi tifosi, che dovranno, purtroppo, adeguarsi all'esiguo numero di biglietti messi a disposizione dalla società del Catanzaro, in virtù della capienza ridotta accordata allo stadio "Ceravolo" e traslata all' impianto di Lecce. 2. Questione di coerenza. Non nascondiamo la testa sotto la sabbia. Dopo tutte le polemiche relative all’iter di spostamento della sede della gara dalla città calabrese al capoluogo salentino per superlegittimi motivi di ordine pubblico, principalmente dovuti alla sacrosanta preoccupazione relativa a una paventata trasferta oceanica di tifosi etnei alla volta di una città non pronta ad affrontarla in maniera da garantire la sicurezza e limitata , oltre tutto, da obiettivi problemi logistici (strada principale interrotta da lavori in corso, per esempio); presentarsi allo stadio di Lecce senza biglietto d' ingresso allo stadio costituirebbe uno spinoso problema di immagine per la città e la tifoseria. Certo, Lecce non è Reggio Calabria, e le problematiche di spostamento sono evidenti. Ma bisogna fare un piccolo sacrificio. Da questo punto di vista, carusanza, è assolutamente necessario dare una risposta adeguata: partenza di massa e pacifica “invasione” della bella città salentina, fornendo una prova di attaccamento e di assoluta civiltà da far rimanere a bocca aperta l’intera Nazione, pur rispettando il numero di tagliandi messi a disposizione dalla società calabrese. La maturità di una tifoseria sta anche in questo. 3. Risposta al presidente del Torino Cairo. Facciamo una premessa. Siamo profondi innamorati della Storia del Torino e consideriamo quello granata uno dei sodalizi più gloriosi del calcio italiano. Una storia di splendidi risultati sportivi e, allo stesso tempo, di sofferenza inaudita. Da quest’ultimo punto di vista, Catania e Torino si possono legittimamente accostare, considerate le vicissitudini subite dalla società etnea negli ultimi 15 anni, dall’incredibile tentativo di radiazione del ’93, ai campi polverosi delle categorie più infime, alla tragica scomparsa del presidente Massimino, al “caso Martinelli“ che, precorrendo i tempi, già qualche stagione fa aveva messo a nudo il marciume del calcio italiano e la sua inadeguatezza finanche a livello normativo. In tutte queste circostanze, il Catania aveva ragione, era vittima, “parte lesa”, così come è stato poi dimostrato dalla Giustizia Ordinaria; la stessa Giustizia che adesso, finalmente, sta facendo piazza pulita; la stessa Giustizia che, allorquando veniva invocata dalla nostra piazza, nelle parole di tutti gli ipocriti parolai “non avrebbe dovuto addentrarsi per nulla all’interno del Sacro Tempio dell’autonomo ordinamento sportivo; la stessa Giustizia che, oggi, “stragiustamente”, invocano i tifosi del Toro a “bastonare” chi ha distrutto il calcio, guarda caso i massimi dirigenti della squadra da loro (e da moltissimi altri) più odiata; quella stessa Giustizia (in questo caso sportiva) che, a differenza di quanto capitato al Catania, suo malgrado costretto a ripartire dall’Eccellenza per un fax inviato con 24 ore di ritardo (e per una manciata di lire, nulla a che vedere con le centinaia di milioni di euro di debito della Lazio, per esempio), ha legittimamente concesso al Toro la possibilità di ripartire dalla B, grazie al Lodo Petrucci, potendo così a porre rimedio, con il minimo danno (in virtù degli sforzi di un presidente indubbiamente capace e appassionato, oltre che disposto a investire, come Urbano Cairo), agli sconquassi di un fallimento dovuto anche a ex dirigenti dalle caratteristiche di inquietanti faccendieri, gente indegna di potersi fregiare dei galloni di guida per un sodalizio di tale pregio. Ebbene, proprio in virtù di tale ampia premessa, ci sembra almeno ingeneroso che il presidente del Torino faccia la “morale”proprio a chi è sempre stato fuori dal Sistema, parlando di “campionato falsato” quando sa benissimo che le decisioni in merito all’ordine pubblico non le prende certo Nino Pulvirenti, ma vengono adottate sulla base di gravissime problematiche dalle autorità competenti. Pensa, il presidente Cairo, che il Prefetto di Catanzaro Laudanna sia un ultrà del Catania e abbia voluto favorire i rossazzurri? Pensa che abbia preso questa decisione così, tanto per sport, senza averla ponderata e averne sviscerato tutte le implicazioni? E, infine, pensa il presidente Cairo di potersi assumere lui le responsabilità di ordine pubblico in occasione di eventi similari? Ecco, se il pur simpatico massimo dirigente granata ci dicesse adesso “mi assumo io la responsabilità di far giocare la partita al Ceravolo, tanto questa è tutta una farsa, è tutta una manfrina per favorire il Catania; credetemi, non accadrebbe nulla”, noi ci faremmo promotori di una sollevazione popolare in direzione di una “marcia indietro” volta a far disputare il match a Catanzaro. Tuttavia, ci sia concesso, come nostra abitudine, di utilizzare toni distensivi e leggeri, quella “ironia” che è sempre stata la forza del nostro approccio verso il calcio. Presidente Cairo, ma lei pensa che il fatto di giocare la partita al “Ceravolo”, di fronte a massimo un migliaio tifosi locali in aperta contestazione verso la propria società, peraltro pronti a manifestare il proprio dissenso verso i giocatori alla minima occasione, nonché a circa 6.000 catanesi (sparsi fra curva riservata agli ospiti e altri settori dello stadio), possa costituire un fattore “miracolistico” per un eventuale risultato finale favorevole ai padroni di casa, detentori di tutti i record negativi del campionato cadetto? I giallorossi si impegneranno alla morte come è giusto che sia, ma il risultato finale, qualunque esso possa essere, non sarà certamente determinato dal fattore campo. Pensare il contrario sarebbe quantomeno singolare. E Lei è una persona intelligente, Presidente. Presidente, si rilassi, “take it easy” come direbbero a Mazara del Vallo ... Nessuno ce l’ha con il Torino; anzi, ci sembra che tutti siano ben disposti verso la sua gloriosa società. In ogni caso andrete in serie A, dato che avete un grande pubblico e una buona squadra. Cairo Presidente, relax! © Copyright 2004 by CalcioCatania.com In vendita da domani circa 6.600 biglietti
19/05/06
Circa 6.600 i biglietti destinati ai sostenitori rossazzurri per la partita Catanzaro-Catania a Lecce. La vendita dei tagliandi si svolgerà sabato 20 maggio 2006 a partire dalle ore 9 presso il botteghino dello stadio Angelo Massimino di via Cifali. Il prezzo del tagliando è di 13 euro. © Copyright 2004 by CalcioCatania.com No al Ceravolo
Non si giocherà a Catanzaro la gara di domenica pomeriggio fra calabresi ed etnei. La riunione al Viminale ha evidenziato ineludibili problemi di ordine pubblico e di logistica degli spostamenti per una massa imponente di tifosi. "Giallo" sulla sede: si parla, oltre che di Reggio Calabria e Bari, anche di Lecce o, addirittura, Cagliari! Ecco la notizia "Ansa" relativa aglil ulimi sviluppi della vicenda: © Copyright 2004 by CalcioCatania.com 5/16/2006 Massannunziata:Si lavora in vista di Catanzaro
SI LAVORA DURO
16/05/06
Anche questo pomeriggio, il Catania ha effettuato il solito allenamento a Massannunziata , sotto gli occhi attenti del presidente Pulvirenti e dell’amministratore delegato Lo Monaco. Ancora assente Davide Baiocco alle prese con la frattura al dito della mano, ma che sarà disponibile nella partita contro il Catanzaro. Non si è allenato Orazio Russo, afflitto da noie muscolari accusate proprio al termine della ripresa di ieri pomeriggio. Rientra nei ranghi Christian Silvestri che ha disputato l’intera seduta assieme ai compagni, mentre Giorgio Lucenti ha continuato il suo lavoro differenziato. Allenamento totalmente dedicato alla parte tattica, con continue esecuzioni di schemi che Marino ha somministrato in particolare al reparto difensivo. Ancora nulla trapela sulla formazione di domenica anche se si sa già che mancheranno Cesar ed Anastasi per infortunio e Bianco, appiedato questo pomeriggio dal giudice sportivo. Il mister ha deciso di provare un paio di soluzioni alternative, in particolare quella che prevede addirittura Ezio Brevi schierato da centrale, in coppia con Sottil. Poi si è passato ad un’ipotetica difesa a 3 formata da Silvestri, Sottil e Marchese, ma è chiaro che tutto dipenderà dalle condizioni di Lucenti che, in caso di recupero potrebbe essere schierato a destra in difesa, con lo spostamento al centro di Silvestri, che ricordiamolo nasce come centrale. In conclusione solita partitella a campo ridotto e a ranghi misti, durante la quale Peppe Mascara, toccato duramente alla caviglia, è costretto a lasciare anzitempo il campo, con tanto di borsa del ghiaccio all’arto. Nulla di grave comunque: c’è da scommettere che già da domani “Topolinik” sarà regolarmente sul “green” insieme ai compagni. Tutti in grande evidenza i ragazzi che nella partitella hanno scaricato eventuali tensioni dovute al momento importante vissuto dalla squadra. Da segnalare la vittoria della squadra in casacca arancio, grazie ad una rete di Umberto Del Core, smanioso di mettersi in luce davanti agli occhi attenti del mister. Sugli spalti come sempre i soliti 250 affezionati hanno assistito con attenzione alla seduta, disquisendo animatamente sulla probabile sede della partita stessa. Crescono le possibilità che si giochi a Catanzaro, anche se dalla Prefettura catanese giungono ai colleghi di Catanzaro notizie sempre più fitte su un preoccupante esodo di massa dei tifosi rossazzurri che sarebbero pronti ad invadere il “Ceravolo” in grandissimo numero. La “patata bollente “ passa adesso esclusivamente nelle mani del Prefetto di Catanzaro, unico ad avere il potere di richiedere lo spostamento della gara per motivi di ordine pubblico. Programmata per domani mattina una riunione tra Prefetto e Questore calabresi, alla fine della quale sarà presa una decisione. Insomma, la pista Reggio Calabria non è ancora stata accantonata.
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Catanzaro-Catania:Interviene anche il COISP
16/05/06
Il sindacato di polizia Coisp ha lanciato un appello perche' la partita Catanzaro-Catania, in programma domenica si giochi in campo neutro. Domani il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica di Catanzaro, allargato a Coni e Federcalcio, fara' il punto sulla partita che vale la promozione diretta del Catania in A. Secondo il Coisp il livello minimo di sicurezza in relazione all'enorme numero di tifosi che proverranno dalla Sicilia appare assolutamente irrealizzabile. © Copyright 2004 by CalcioCatania.com Idea neutro di Reggio Calabria
16/05/06
ULTIMI AGGIORNAMENTI DA CATANZARO - Secondo insistenti voci dell'ultima ora provenienti da Catanzaro, raccolte da CalcioCataniaCom, le massime cariche cittadine calabresi (Sindaco, Prefetto, Questore) avrebbero espresso viva preoccupazione in merito alle serie problematiche di ordine pubblico concernenti la gara di Catanzaro (non ultime le difficoltà logistiche riguardanti i "lavori in corso" lungo una delle principali arterie di transito verso lo stadio, tempestivamente comunicate durante il pomeriggio di ieri all'interno della trasmissione radiofonica "Pianeta Catania" su Radio Delfino). Per tali motivi, pur rimanendo tuttora maggioritaria l'ipotesi "Ceravolo", sarebbero in risalita le quotazioni relative a un possibile spostamento del match presso il "Granillo" di Reggio Calabria. © Copyright 2004 by CalcioCatania.com Comunicato Stampa del Calcio Catania
16/05/06
In un comunicato stampa, la società di Piazza Verga esprime viva preoccupazione per l'attuale mancata decisione da parte delle autorità competenti in merito alla sede e per le spinose problematiche di ordine pubblico. Confermato che il numero di biglietti messo a disposizione dal Catanzaro e di 1.200. Ecco il testo del comunicato stampa: - Catania, 16 maggio 2006 – Si è svolto stamattina presso la Prefettura di Catania un vertice avente come oggetto la gara Catanzaro – Catania in programma domenica prossima. Erano presenti il Prefetto, S.E. Anna Maria Cancellieri, il Questore, dottor Stefano Berrettoni, il dottor Ferdinando Guarino, dirigente della Digos, e, in rappresentanza del Calcio Catania, l’amministratore delegato Pietro Lo Monaco ed il segretario generale Claudio Cammarata. Premesso che il Calcio Catania aveva già rappresentato in maniera formale fin dalla scorsa settimana a tutte le autorità sportive e di pubblica sicurezza le proprie preoccupazioni in relazione alla opportunità di disputare a Catanzaro la gara per evidenti questioni di ordine pubblico, la società prende atto che, al momento attuale, nessuna decisione in merito è stata presa. In attesa, però, di un eventuale provvedimento che, comunque, dovranno assumere le autorità di Pubblica Sicurezza di Catanzaro ed i competenti uffici della Lega Nazionale Professionisti, e nelle more che la partita dovesse comunque disputarsi a Catanzaro, il Calcio Catania ribadisce che i biglietti messi a disposizione per i propri tifosi (cui sarà riservato esclusivamente il settore ospiti) al momento sono soltanto 1.200. Preso atto di ciò, il Calcio Catania esprime ancor più vivamente le proprie preoccupazioni sul mantenimento delle condizioni di sicurezza lungo qualsiasi punto del percorso che la carovana dei tifosi rossazzurri dovesse attraversare e, pertanto, onde prevenire sia spiacevoli incidenti che eventuali sanzioni di natura sportiva, invita caldamente i propri sostenitori ad astenersi da tenere comportamenti tali da arrecare nocumento alla nostra formazione ed all’incolumità pubblica. Data l’assoluta impossibilità di prevedere in questa sede quali possano essere le ripercussioni di ordine pubblico, intendiamo ricordare ai nostri sostenitori che eventuali intemperanze (lungo il tragitto di avvicinamento al capoluogo calabrese, nei pressi della città, nelle vicinanze dello stadio “Ceravolo” o, addirittura, dentro l’impianto) che dovessero portare al mancato inizio o alla sospensione della gara verrebbero automaticamente sanzionate con punizioni sportive e pecuniarie irreparabili - © Copyright 2004 by CalcioCatania.com |
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